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02 Gen 2014

Seui, a gennaio si accendono “is fogoronis”

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In Sardegna l’antica tradizione dell’accensione dei “falò” resta ancora viva. Nel cuore dell’isola questa usanza perdura anche a Seui, nei suoi rioni, nonostante il clima invernale estremamente rigido. Nel nostro centro “is fogus” a gennaio vengono accesi in onore di tre Santi: Efisio, Antonio Abate e Sebastiano.
Il primo dei tre falò “invernali”, che si accende il 14 gennaio, è dedicato a Sant’Efisio (“Sant’Efis”), uno dei martiri sardi. In lui i fedeli vedono il protettore di tutti i soldati. Egli stesso era un legionario romano che, venuto in Sardegna per combattere gli “Iliesi”, acerrima popolazione stanziata anche nei salti di Seui, successivamente si convertì al Cristianesimo.
Il secondo, intitolato a Sant’Antonio Abate (“Sant’Antoni”), si accende ogni 17 gennaio. Questo Santo, che viene indicato come il vero fondatore del monachesimo cristiano. Nel corso della sua lunga vita di anacoreta si ritirò nel deserto della Tebaide dove venne seguito da numerosi discepoli con i quali fondò una comunità monastica. Morì nel 357 d.C. L’iconografia popolare raffigura il Santo vestito con il saio, una lunga barba bianca, un bastone in mano con campanellini e un maialino ai piedi. La presenza di questo animale si spiega perché Sant’Antonio Abate è considerato il protettore degli animali domestici. Ma non solo. Infatti ancora oggi viene invocato contro il “fuoco sacro o di Sant’Antonio” (“Herpes Zoster”).
Il 19 gennaio è la volta del terzo ed ultimo “fuoco”, quello dedicato a San Sebastiano (“Santu Serbestianu o Pittanu”). Questo martire, la cui devozione è fortemente diffusa nella nostra isola, era un ufficiale della guardia imperiale dell’imperatore romano Diocleziano. Convertitosi al Cristianesimo, morì dopo essere stato sottoposto a sanguinose torture. Sino a qualche anno fa a Seui questo falò veniva alimentato solamente con “s’erba de’ Santa Maria”, un odoroso arbusto molto diffuso nelle campagne del paese che, incendiato, ha la spiccata particolarità di sviluppare un intenso effetto illuminante, che secondo la tradizione orale locale avrebbe effetti magici.
Anche se secondo l’antica tradizione se “is fogoronis” seuesi si accendano il 14, 17 e 19 gennaio negli ultimi anni queste date sono state modificate, con accorpamenti e/o rinvii nei fine settimana. (Giuseppe Deplano, copyright © 2014 – riproduzione riservata)

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