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08 Nov 2012

Un museo ferroviario per Seui

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Seui con la sua ricca offerta museale costituisce un’importante colonna culturale dell’Ogliastra. Da qualche decennio questo paese ha avviato una politica tesa al recupero, tutela e valorizzazione del suo ricco patrimonio culturale. I risultati sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Cinque strutture museali: la “Palazzina Liberty”, la “Casa Farci”, il “Carcere baronale spagnolo”, la “Galleria civica”, “Sa Domu de’ sa Maja”. Tutte parte integrante del sistema comunale del “Percorso museale monumentale Sehuiense”. A queste sono da aggiungere anche il “Centro visite con mostre permanenti dell’Oasi forestale di Montarbu” e l’Antiquarium Ecclesiastico della Parrocchia di Santa Maria Maddalena. Decisamente niente male per un piccolo centro del cuore montuoso della Sardegna.


Ma questo Seui è una miniera ancora tutta da valorizzare. Infatti, rimanendo in tema… minerario, resta ancora da recuperare il magnifico complesso del bacino minerario di “San Sebastiano – Corongiu”, che conta tra i suoi gioielli l’imponente edificio della “Laveria”, oggi in completo abbandono.
A proposito di linee ferrate, tornando indietro nel tempo, negli anni ’80 il nostro paese ha perso un prezioso gioiello: il Museo ferroviario. Questa prestigiosa struttura culturale, secondo i progetti allora in avanzata fase di elaborazione, doveva sorgere in località “Genn’e Acca”, nei pressi dell’omonimo casello ferroviario (nel cuore dell’Oasi ambientale di Montarbu). Purtroppo, di questo progetto, peraltro già in parte finanziato, come la storia testimonia, non se ne fece più nulla. Peccato!
Però… perché non riaprire il discorso? Oggi sempre più d’attualità!
Seui, infatti, possiede una delle più suggestive e importanti stazioni dell’intera rete ferroviaria della Sardegna famosa per il suo “Trenino verde”, oggi di competenza dell’Arst. Negli ultimi anni sono stati effettuati diversi lavori di restauro, ma alcune strutture attendono di essere recuperate. Parlo in modo particolare del grande edificio per la rimessa delle locomotive.
In una porzione di questo grande complesso si potrebbe allestire un prestigioso museo. L’area interessata potrebbe comprendere, oltre all’imponente rimessa dei treni, il piccolo garage che accoglieva la splendida autovettura Fiat 509 un tempo utilizzata per il controllo della linea (oggi esposta nel Museo ferroviario di Monserrato) ed infine la “Casa del sorvegliante” con l’area attorno.
A mio parere l’allestimento di questo nuovo museo, l’ottavo per Seui, potrebbe dare un significativo contributo al suo rilancio economico e sociale. (Giuseppe Deplano, copyright © 2012 – riproduzione riservata)

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